Relazioni con le istituzioni
Le problematiche sociali non sono competenza delle reti ferroviarie.
Ogni nazione, secondo la normativa in vigore, determina quali sono i soggetti preposti ad affrontare le emergenze di carattere sociale e, in particolare, le questioni relative alle persone senza dimora e in stato di disagio.
Un'impresa di servizio pubblico, tuttavia, ha ben chiare le proprie responsabilità sociali.
Partendo dal Libro Verde della Commissione Europea Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle Imprese, le reti ferroviarie si fanno carico di affrontare le problematiche d'intesa con le istituzioni preposte.
In effetti, il concetto di stazione come piazza aperta sulla città, che ha preso piede ormai ovunque in Europa, rende necessario un dialogo sempre più intenso e continuativo tra le compagnie ferroviarie e le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli. Inoltre, è sempre più evidente che il disagio sociale è un problema globalizzato e bisogna affrontarlo in termini sovranazionali.
Per questo le azioni di rete guardano alle Istituzioni comunitarie come al primo partner, per trovare insieme degli spazi di collaborazione e di partecipazione. Concretamente, alcuni partner - puntando sulle potenzialità della rete - hanno presentato un progetto europeo di sperimentazione sociale, per testare l'efficacia di meccanismi di coordinamento delle attività sociali nelle stazioni, rispetto alla fruizione da parte delle persone senza dimora.
L'iniziativa riassume l'orientamento della rete nei confronti dei soggetti che, a vario titolo, si occupano delle problematiche sociali legate al mondo ferroviario: dai Ministeri ai Comuni, le forze dell'ordine, il privato sociale e il mondo del volontariato, con cui è necessario definire un linguaggio comune e moltiplicare le occasioni di incontro e cooperazione, affinché le istanze reciproche trovino, nella sinergia, la migliore affermazione possibile, nell'ottica di uno sviluppo solidale delle imprese e della società.


